By | 27 Gennaio 2020

“OPERAZIONE TOMBOLA” fu una delle azioni partigiane più importanti compiuta durante le fasi finali della seconda guerra mondiale dallo Special Air Service nelle retrovie tedesche situate nelle province di Reggio Emilia e Modena, oltre la Linea Gotica.

Il 27 marzo 1945, il Battaglione Alleato sferrò un attacco a sorpresa al suono di cornamusa al comando generale tedesco dislocato a Villa Calvi e Villa Rossi nei pressi di Albinea. I tedeschi credettero che si trattasse di una operazione militare e non partigiana, e non attuarono alcuna rappresaglia contro la popolazione civile.

Non tutti sanno però che l’Operazione Tombola partì dalle montagne reggiane, dove nel periodo 4-24 marzo 1945 furono paracadutati armi e munizioni e 50 uomini del 3° squadrone del 2° Reggimento dello Special Air Service, comandati dal maggiore Roy Alexander Farran (nome in codice McGinty). Fra questi, il cornamusiere scozzese David Kirkpatrick, che si lanciò con il kilt, e suonò il suo strumento durante l’attacco di Albinea. Per sessantacinque anni fu tormentato dai ricordi di quei giorni, finché grazie a una lettera giunta dall’Italia da parte del giornalista Matteo Incerti venne a sapere che per gli abitanti di Albinea il “Mad Piper” (Suonatore Matto) David Kirkpatrick era considerato un eroe. Da quel momento strinse una forte amicizia con il giornalista e tornò in Italia per essere onorato come un eroe. I comuni di Albinea e Villa Minozzo gli conferirono la cittadinanza onoraria.

Qui raccontiamo brevemente la sua partecipazione a Operazione Tombola. Volutamente abbiamo tralasciato i dettagli della missione, episodi collegati, nomi e altri fatti, per i quali si rimanda alla bibliografia specifica.

 

David Kirkpatrick

David “Mad Piper” Kirkpatrick, morto all’età di 91 anni (Foto Gazzetta di Reggio)

 

Girvan (Scozia), 21 giugno 2010

Quella telefonata dall’Italia turbò profondamente l’anziano David. Dopo sessantacinque anni, quello che era stato l’incubo peggiore della sua vita tornava prepotentemente nella sua mente come se stesse vivendo in quel momento gli episodi legati alla seconda guerra mondiale che aveva combattuto in Italia.

“E’ lei il David Kirkpatrick che suonò la cornamusa in Italia durante Operazione Tombola?”
La sua reazione fu brusca e chiuse il telefono in faccia al giornalista italiano Matteo Incerti che era dall’altro capo del telefono.
Non aveva mai parlato con nessuno della sua vita in guerra. Le scene dei campi di battaglia avevano tormentato la sua esistenza, avrebbe voluto dimenticare tutto ma i rimorsi erano troppo forti.

Dopo alcuni giorni ricevette una lettera dall’Italia. Perplesso, aprì la busta e iniziò a leggere. Ciò che lesse fece breccia nel suo cuore segnato dalle tragedie della guerra e sentì come se il peso che portava dentro si alleggerisse.

“…il suono della sua cornamusa non è ricordato come un segno di morte, ma di vita, e contribuì, insieme al sacrificio dei tre paracadutisti, a salvare altre centinaia di persone, evitando la rappresaglia nazista sui civili di Albinea. Lei è considerato un piccolo eroe ad Albinea. Mi auguro quindi che dopo questa lettera voglia parlarmi per far conoscere meglio la sua storia alle tante persone che qui vorrebbero dirle “grazie”. Un grazie che aspetta da sessantacinque lunghi anni.”

 

Toscana, primi di marzo 1945

OPERAZIONE TOMBOLA START

Quando il capitano Walker Brown dell’esercito inglese convocò i soldati suonatori di cornamusa del 2nd High Light Infantry, David non ci pensò due volte e subito si offrì volontario per partecipare alla missione segreta denominata “Operazione Tombola”, in cui avrebbe dovuto suonare la cornamusa durante l’attacco del Battaglione Alleato contro il comando militare tedesco stanziato a Botteghe di Albinea.
Il diversivo doveva servire a far credere ai tedeschi di essere attaccati dall’esercito inglese, anziché da un battaglione composto da un centinaio di uomini fra paracadutisti britannici, partigiani italiani della Brigata Garibaldi e partigiani russi.
“You are mad!”, (Tu sei matto!) lo apostrofarono i commilitoni, ma a David proprio non andava giù di rimanere in fureria a fare inventari e a pelar patate. Lui, ex boy scout ventenne dal carattere un po’ turbolento, punito più volte per ingiurie nei confronti dei superiori ed altre cose, aveva bisogno di adrenalina nel sangue, la guerra passata nelle retrovie non era per lui.

Da lì a un’ora si ritrovò quindi sulla jeep che lo avrebbe portato alla base aerea di Cecina per imbarcarsi sull’aereo che lo avrebbe paracadutato oltre la Linea Gotica, alle pendici del Cusna, ancora imbiancato dalla neve. E da bravo scozzese, la sua divisa fu il kilt a quadri.

 

Il giovane soldato David Kirkpatrick

Il giovane soldato David Kirkpatrick (Foto dal web)

 

Case Balocchi. 24 marzo 1945 e giorni seguenti.

Il rombo di un aereo, un paracadute che si apre, e uno strano personaggio in gonnella che si cala dal cielo.
Gli abitanti di Case Balocchi l’avevano scambiato per una donna, ingannati dalla distanza e dal kilt che svolazzava in cielo mettendo a nudo le sue gambe e tutto il resto. Per fortuna, per proteggersi dal freddo aveva utilizzato dei fogli di giornale che gli coprivano le parti intime… La divisa del cornamusiere non comprendeva infatti le mutande.

“L’e là c’al piga al tel e a me a’m per na dona
Perché al post dal breghi lo’ al ga la gona!”
(“Al pivarol c’al vin dal ciel” – Modena City Ramblers, 2012)

In pochi minuti lo scozzese David “Mad Piper” Kirkpatrick atterrò nella piccola radura a monte di Case Balocchi, subito raggiunto dai montanari locali e da un primo gruppo di partigiani e SAS (unità speciali aviotrasportate britanniche). Fra questi Gordon, il comandante della squadra Gufo Nero, e il maggiore Roy Farran a capo del 2° Reggimento SAS, che avevano stabilito il loro quartier generale nel borgo di Secchio, un agglomerato di vecchie case in pietra a pochi chilometri dal Cusna. Estrassero la cornamusa da una cassa che era stata paracadutata insieme ad altre cose e la consegnarono a David che iniziò a suonarla, e le note armoniose dello strumento si diffusero nelle stradine della piccola borgata sotto il Cusna.

 

David Kirkpatrick

David Kirkpatrick (Foto dal web)

 

Era stato proprio Farran insieme al capitano Michael Lees a creare una unità militare, il Battaglione Alleato, composto da paracadutisti britannici, partigiani italiani e russi, per sferrare un attacco importante contro il quartier generale del LI Gebirgkorps, il 51° corpo alpino tedesco della Wehrmacht, che era dislocato tra trincee, bunker e presidi in un’area dal mare agli appennini compresa fra La Spezia e Bologna. Da alcune settimane infatti stavano progettando l’attacco contro i tedeschi, ed era stato sempre Farran a richiedere un suonatore di cornamusa. L’idea poteva sembrare ridicola, ma in effetti nessun soldato nemico avrebbe potuto immaginare che dietro una cornamusa si celava in realtà un gruppo di cento pazzi per lo più irregolari, pronti a dare il colpo mortale al cuore della Linea Gotica.

David venne subito trasferito nel borgo di Deusi dove passò la notte presso il piccolo oratorio insieme agli altri soldati. L’indomani venne condotto nel vicino borgo di Secchio presso una famiglia del luogo che ospitava anche il dottor Giampellegrini, medico e partigiano al servizio delle Fiamme Verdi e della missione inglese, al quale regalò il suo paracadute di seta bianca che sarebbe servito ad Albertina, la fidanzata del dottore, per realizzare il suo abito nuziale. Avrebbero dovuto infatti sposarsi alla fine della guerra.

Il momento dell’attacco si avvicinava. In appennino erano già partiti rastrellamenti da parte di tedeschi e fascisti. Gli uomini del Battaglione Alleato che dovevano prendere parte all’operazione avevano ricevuto l’ordine di radunarsi nella località di Montelago di Valestra, da dove in serata sarebbero partiti alla volta delle colline di Botteghe di Albinea caricati su alcuni autocarri. La marcia proseguì poi in silenzio attraverso i boschi, campi e strade secondarie. All’alba si trovavano ormai a un’ora di cammino dal comando tedesco. Per fortuna la nebbia li aiutò celando all’occhio nemico i loro spostamenti. Si rifugiarono nelle abitazioni di Casa del Lupo e imposero ai civili di non uscire dalle case per non destare sospetti.
A metà giornata, le staffette Libertà, Noris, Tundra e le altre ragazze furono inviate a Botteghe per raccogliere informazioni. Al loro ritorno finalmente fu svelato a tutti l’obiettivo dell’attacco: Villa Rossi e Villa Calvi, sede del comando tedesco da dove venivano pianificate le operazioni del lato occidentale della Linea Gotica. A Villa Rossi alloggiavano gli alti ufficiali, mentre a Villa Calvi era conservato tutto il materiale cartografico e ubicata la centrale radio collegata direttamente con Berlino.
Dopo aver assegnato a tutti i loro compiti senza nascondere che nell’operazione molti sarebbero caduti sul campo, Farran si rivolse a Kirkpatrick: “Piper, sarai la nostra arma segreta. Faremo fuoco di copertura, mentre tu suonerai la carica muovendoti verso il bosco di Villa Calvi con gli altri. Sarà il suono della tua cornamusa ad annunciare il via dell’operazione. Andremo all’assalto al suono di Highland Laddie. Dovranno sentirti in tutta la valle“.

 

Botteghe di Albinea, 27 marzo 1945 ore 2.

Tre colonne di soldati si avviarono a piedi da Casa del Lupo verso l’obiettivo armati fino ai denti. Erano circa le due di notte quando giunsero nei pressi delle ville. David tirò fuori la cornamusa dallo zaino e si preparò all’attacco. Un cartello “Achtung Minen!” disorientò per qualche istante i soldati, ma le staffette spiegarono che si trattava di un bluff.
Il paracadutista armato di bazooka era pronto a far saltare la porta di Villa Calvi, ma anziché un boato si sentì un click: il colpo non partì e in quel momento si sentì il calpestio degli stivali di quattro sentinelle tedesche che da lì a poco li avrebbero scoperti. Sfruttando l’effetto sorpresa il Battaglione Alleato attaccò le sentinelle uccidendone tre. Si scatenò l’inferno. David iniziò a suonare il suo strumento e il suono di Highland Laddie iniziò a mescolarsi fra colpi di mitra e bombe a mano. I tedeschi, svegliati di soprassalto iniziarono a sparare alla cieca, mentre i colpi precisi dei mitragliatori alleati andavano diritti al bersaglio.

Lo scontro a fuoco raggiunse l’obiettivo. David era scampato ad un proiettile che aveva colpito la cornamusa anziché lui.
Finalmente il maggiore Farran lanciò un bengala che era il segnale della ritirata. Lentamente iniziarono la lunga marcia del ritorno verso l’appennino trasportando anche i feriti. Dopo ventidue ore di faticoso cammino rientrarono alla base di Secchio.

Il generale tedesco Hauck decise di non attuare nessuna rappresaglia contro i civili. Il suono della cornamusa lo aveva convinto che fossero stati gli inglesi ad attaccarli.
Le perdite tra i soldati nemici ammontarono a circa a una sessantina di uomini fra morti e feriti.
Durante lo scontro persero la vita anche tre paracadutisti alleati. Si trattava del tenente James Arthur Riccomini, del sergente Sidney Guscott e del caporale Stanley Bolden, che in mattinata furono affidati dai tedeschi al parroco di Albinea don Alberto Ugoletti per la sepoltura.
L’unica vittima fra i civili fu Isaia Cassinadri, un contadino venticinquenne che era uscito fuori di casa per accertarsi che i suoi animali non fossero fuggiti per i colpi di mitra e le bombe e fu fucilato dai tedeschi, che lo avevano scambiato per un partigiano.

 

David Kirkpatrick

David Kirkpatrick (Foto dal web)

 

OPERAZIONE TOMBOLA – THE END

Dopo diversi giorni, una delle unità del Battaglione Alleato sferrò un altro duro attacco a Sassuolo e si spostò verso Roteglia, dove durante la notte ci fu un’imboscata. David era con loro.
Finalmente, il 23 aprile 1945 gli uomini dello Special Air Service si incamminarono verso Modena lungo la Via Giardini, dove si unirono ai mezzi corazzati dell’esercito degli Stati uniti e del Brasile che dovevano entrare in Modena e liberarla.
Per David Kirkpatrick finalmente la guerra era finita. Era rimasto abbastanza scosso dall’attacco ad Albinea; aveva visto soldati cadere sotto i colpi di mitra e altri bruciare nell’incendio della villa, difficilmente avrebbe dimenticato quelle scene atroci. Ma senza saperlo aveva salvato tante vite umane.
Ora però poteva tornare a casa e rifarsi una vita. Ci riuscì nel 1946, quando si ricongiunse con i suoi genitori e con la fidanzata Anna, che diventò la sua compagna per tutta la vita. Morì il 6 gennaio 2016 all’età di 91 anni.

 

David Kirkpatrick

David Kirkpatrick (Foto Gazzetta di Reggio)

 

 

BIBLIOGRAFIA

– Il suonatore matto (Matteo Incerti, 2017)
– Il bracciale di sterline. Cento bastardi senza gloria (Matteo Incerti – Valentina Ruozi, 2011)
– Il paradiso dei folli (Matteo Incerti, 2014)
– Operation Tombola (Roy Farran, 1960)