La storia
Gazzano compare, intorno al 1250, sotto il dominio Lombardino e Ghibertino Dalli.
Era sede di un munito castello denominato delle "Scalelle", di cui l'attuale "Torre
dell'Amorotto" era un avamposto. Nonostante l'appartenenza ai Dalli, il Comune di
Reggio vi esercitò l'alto dominio, ed appare perciò nominato nel "Libro
dei fuochi" del 1315. Nel 1383 i Dalli cedettero tutti i diritti feudali a due figli
di Veltro di Vallisnera. Gazzano entrò poi, insieme al territorio circostante,
in possesso del marchese Niccolò d'Este agli inizi del quindicesimo secolo.
Nel 1788 è Comune sotto la giurisdizione di Minozzo, con 383 abitanti. Nel
periodo napoleonico è sede di autonomo Comune, ritornando poi, dal 1812 al
1860, sotto Minozzo. La chiesa di San Marco è ricordata nel 1318 quale filiale
di Toano. A breve distanza si innalza un pregevole oratorio seicentesco dedicato
a Sant'Antonio da Padova
Antonio Pigozzi
Antonio Pigozzi è montanaro più che montanaro della Val Dolo, dove
vive e lavora a Gazzano di Villa Minozzo, dove è nato il 13 settembre 1955.
Dei montanari di un tempo conserva la semplicità e l'umiltà, ma pure
una sorta di perenne fanciullezza di mente e di cuore che gli consente ancora, dopo
oltre vemt'anni, di dedicarsi all'arte presepista e di accostarsi alla magia del
Natale con animo nuovo. Nascono così i suoi magnifici diorami, scene che
possono essere osservate solo da un'unica visuale, e dove la prospettiva viene esaltata
da particolari effetti di luce. Dal 1985 fa parte dell'Associazione italiana "Amici
dei presepi" e le sue opere si trovano nelle maggiori mostre europee. Il suo segreto?
Forse sta in quel parlare poco, ma ascoltare e osservare molto. Nel suo laboratorio,
un vecchio fienile ove si accede con una scala a pioli accanto alla chiesa di S.Marco,
Antonio ha via via realizzato presepi che rappresentano tutti gli episodi principali
della vita di Gesù. I suoi strumenti sono gessi, legni, terrecotte, pennelli
e scagliole. Quasi tutte le sue opere sono magistralmente ambientate nei paesaggi,
e negli antichi borghi dell'Appennino reggiano: non a torto è reputato probabilmente,
mondiale. Nei ritagli di tempo è condirettore di un coro, il Vocilassù,
con cui canta le mague dell'uomo e del Natale, e dal 2004 presiede la Pro Loco di
Gazzano, che, grazie alla rinnovata attività, ha ripensato a un paese a misura
di presepio.Paese del Presepio
Immaginate ora un paese che si vesete a festa e per tutto l'anno si dedica al presepio.
Ecco quello che accade a Gazzano, sul crinale nell'Appennino reggiano, che dal 2004
è "Paese del Presepio". Merito forse del presepista di fama internazionale
Antonio Pigozzi, che quì vive e lavora, merito della gente che, con la commplicità
del Cusna accanto, vive e rappresenta le figure magiche del presepio. Merito di
un'attentissima Pro Loco che con Barbara, Marinella e Paola ripropone appuntamenti
e scene che solo quì si possono ammirare. Quì potete ritrovare l'eco
e lo spirito delle montagne, della neve sino a tarda primavera, l'arte degli artigiani,
la tradizione dei canti e la maestria dei pastori. Sono gli elementi del presepe.
Ecco, allora, Gazzano che ospita la mostra permanente dei presepi di Pigozzi, nell'antica
stalla, adiacente alla chiesa di San Marco, con le rappresentazioni classiche del
presepe (l'Annunciazione, la Natività, i Re Magi, ...) magistralmente ambientate
nei nostri borghi di fine Ottocento, come Cerreto Alpi o Ca' di Guglio. E poi gli
eventi durante l'anno, come il mercatino del Natale, gli addobbi alle case, la riproposizione
degli antichi mestieri, i laboratori sul presepio, la tradizione della Befana o
del ballo dei Gobbi. Ma chi sale sin quì, al confine tra Emilia e Toscana,
può riscoprire la magnificenza dei luoghi o anche il sapore e il profumo
dei prodotti: a Gazzano ogni giorno è Natale.
Per informazioni
Liliana Merciadri Tel. 347-15.66.297
Paola Masini Tel. 0522-80.32.30
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